Buchi Neri

Buchi Neri: un’oscura minaccia o un importante elemento?

 

Stando alle conclusioni dei ricercatori in quest’ambito, c’è solo una categoria di buchi neri utile alla creazione dei complessi sistemi del nostro universo:

I buchi neri supermassicci.

 

Esistono 4 tipi di buchi neri:

  • Buco nero supermassiccio
  • Buco nero di massa intermedia
  • Buco nero stellare
  • Micro buco nero

 

Il buco nero supermassiccio è presente al centro di ogni galassia (inclusa la nostra), infatti solo un oggetto con una densità così grande, capace di sviluppare una forza di gravità enorme, potrebbe riuscire a tenere uniti così tanti elementi.

Il buco nero di massa intermedio è poco diffuso nella nostra galassia. Probabilmente si tratta di un buco nero nato con la stessa procedura che da vita ad un buco nero stellare, in seguito cresciuto assorbendo stelle e buchi neri di dimensione inferiore nelle vicinanze. Naturalmente ha una massa molto ridotta rispetto al supermassiccio.

Il buco nero stellare è ciò che rimane di una stella dopo il suo collasso gravitazionale, cioè l’autocompressione di un corpo massiccio influenzato dalla sua stessa forza di gravità, che attratto dal nucleo, quindi dal suo punto centrale, si riduce ad un punto sempre più piccolo. Così facendo, al diminuire della sua massa, la densità della materia aumenterà inevitabilmente, in quanto dovrà concentrarsi tutta in uno spazio sempre più piccolo, dando origine infine, come dice la sua originale definizione, ad una regione dello spaziotempo con un campo gravitazionale così forte e intenso che nulla al suo interno può sfuggire all’esterno.

Il micro buco nero è un ipotetico buco nero avente come minimo la massa di Planck (2,176 51 × 10-8 kg ± 0,000 13 × 10-8 kg). Per formarlo la velocità di fuga dalla regione in cui la massa in fase di compressione è concentrata, deve essere maggiore della velocità della luce.

 

Nel 1974 Stephen Hawking fece delle importanti scoperte riguardanti tali oggetti. Dimostrò infatti che essi possono “evaporare” tramite il cosidetto processo di radiazione di Hawking, con il quale a seguito dell’improvvisa esplosione di un micro buco nero, vengono emesse particelle elementari (fotoni, elettroni, quark, gluoni, ecc.). Considerò inoltre che durante la fase di evaporazione, la temperatura del buco nero aumenta durante l’irradiazione della sua massa.

 

Minore è la massa del black hole, maggiore è la possibilità della sua evaporazione.

Non c’è quindi pericolo che il buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia si dissolva!

 

Buco nero nello spaziotempo

Precedente [:it]Visione della Realtà[:en]Vision of the reality[:] Successivo Acqua nel Sistema Solare

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.